A settembre riparti da ciò che ti fa stare bene

C’è un momento preciso, alla fine dell’estate, in cui settembre comincia a farsi sentire prima ancora di essere arrivato. Le giornate sono ancora lunghe, magari abbiamo ancora la sabbia nelle borse del mare o una valigia da disfare, ma con la testa siamo già altrove. Tornano gli orari, la scuola, il lavoro, gli appuntamenti, le mail. E insieme a tutto questo torna puntuale anche quella strana sensazione di dover “ripartire”.

Settembre è diventato quasi un secondo gennaio. Ci diciamo che ricominceremo a fare sport, mangeremo meglio, saremo più organizzati, dormiremo di più, perderemo quei chili, troveremo finalmente tempo per noi. Come se il primo giorno del mese dovessimo presentarci alla nostra vita in una versione nuova, efficiente e possibilmente migliore.

Ma forse quest’anno possiamo fare qualcosa di diverso.

Forse non abbiamo bisogno di ricominciare tutto. E soprattutto non abbiamo bisogno di tornare esattamente alla vita che avevamo lasciato a giugno.

Cosa ci ha fatto bene questa estate?

Le vacanze, anche quando sono brevi e imperfette, hanno una capacità particolare: cambiano la prospettiva. Ci fanno vivere per qualche giorno con meno orari, stare più tempo fuori, camminare, vedere persone, dormire quando siamo stanchi, mangiare con più calma. Non succede a tutti e non succede sempre, naturalmente, ma spesso basta rallentare un po’ per accorgersi di quanto durante l’anno viviamo in automatico.

Ed è forse questa la domanda più interessante da farsi al rientro: non “cosa devo cominciare a fare?”, ma “cosa mi ha fatto stare bene e vorrei non perdere?”

Potrebbe essere una passeggiata la sera. Una colazione fatta seduti invece che in piedi. Un’ora senza telefono. Più verdura nel piatto perché con il caldo ne avevamo naturalmente voglia. Andare a dormire quando sentiamo che il corpo ce lo sta chiedendo, invece di tirare avanti ancora un’ora davanti a uno schermo.

Sembrano cose piccole, e probabilmente lo sono. Ma sono proprio le cose piccole che tendiamo ad abbandonare per prime quando ricomincia la corsa.

Il problema non è settembre. È voler fare tutto subito

A settembre siamo bravissimi a complicarci la vita.

Torniamo dalle vacanze e in pochi giorni vogliamo recuperare tutto: lavoro, palestra, dieta, casa, appuntamenti rimandati, nuovi progetti. Ci imponiamo nuove routine proprio nel momento in cui le nostre giornate tornano improvvisamente più piene.

E così quella che dovrebbe essere una ripartenza rischia di diventare subito una rincorsa.

Prendersi cura di sé, invece, non dovrebbe essere un altro compito da aggiungere all’agenda.

Il nostro corpo non sa che è settembre. Non sa che abbiamo comprato un’agenda nuova e che abbiamo deciso di essere più disciplinati. Sente semplicemente come dormiamo, cosa mangiamo, quanto ci muoviamo, quanto siamo sotto pressione e quanto spazio gli lasciamo per recuperare.

Per questo il rientro potrebbe essere un buon momento non per pretendere di più da noi stessi, ma per tornare ad ascoltarci un po’ di più.

Portare qualcosa dell’estate dentro l’autunno

C’è poi una cosa dell’estate che vale la pena conservare: la semplicità.

D’estate mangiamo spesso in modo più essenziale. Cerchiamo cibi freschi, acqua, frutta, verdura. Stiamo più volentieri all’aperto. Il corpo ci porta spontaneamente verso ciò di cui ha bisogno.

Con settembre non è necessario perdere tutto questo.

Possiamo continuare a scegliere un’alimentazione ricca di vegetali, bere abbastanza, muoverci ogni giorno senza trasformare necessariamente il movimento in una prestazione. Possiamo cercare la luce e l’aria aperta finché le giornate lo permettono. Possiamo soprattutto evitare quella tentazione tipica del rientro di passare in pochi giorni dalla libertà dell’estate a giornate completamente occupate.

Il benessere, in fondo, difficilmente nasce da una settimana perfetta. Nasce molto più spesso da qualcosa di buono che riusciamo a fare abbastanza a lungo da non doverci più pensare.

Anche il verde può diventare una piccola abitudine

È questa la filosofia con cui da sempre pensiamo a Lio Verde.

Non come qualcosa che richiede di cambiare la propria vita, ma come un gesto semplice da inserire dentro quella che abbiamo già.

Lio Verde è puro succo di erba di grano: l’erba giovane viene spremuta e il succo ottenuto viene liofilizzato, così da conservarne naturalmente le caratteristiche nutrizionali. In quella polvere verde troviamo la ricchezza della giovane pianta, con clorofilla, vitamine, minerali, aminoacidi ed enzimi.

Prepararlo richiede pochi secondi. Un po’ d’acqua, Lio Verde, si mescola e si beve. Oppure, nelle giornate in cui anche quei pochi secondi sembrano troppi, ci sono le capsule vegetali.

Ed è forse proprio questo il genere di abitudine che ci piace immaginare per settembre: non qualcosa che occupa altro spazio, ma qualcosa che riesce a trovare posto nella vita vera.

Quella delle mattine di corsa, dei bambini da accompagnare, delle telefonate mentre si cerca qualcosa nella borsa, delle giornate in cui avevamo programmato di fare mille cose e ne abbiamo fatte la metà.

Perché è facile prendersi cura di sé quando abbiamo tempo. La parte interessante è riuscire a farlo anche quando il tempo torna a mancare.

Quest’anno prova a non tornare esattamente come prima

Settembre può essere un nuovo inizio, certo. Ma non necessariamente perché dobbiamo diventare qualcuno di diverso.

Potrebbe essere un nuovo inizio semplicemente perché abbiamo deciso di non perdere tutto quello che durante l’estate ci aveva fatto respirare un po’ di più.

Lasciamo pure che tornino le agende, le scuole, le riunioni, le sveglie e i progetti. Ma proviamo a lasciare uno spazio anche per noi.

Magari senza grandi promesse.

Magari cominciando proprio da domani mattina, con una finestra aperta, qualche minuto di calma e qualcosa di verde nel bicchiere. L’estate finirà comunque.

La sensazione di stare bene, invece, possiamo provare a portarcela dietro.