Alcalinizzazione e omeostasi del pH: cosa dice davvero la scienza

Negli ultimi anni il concetto di “alimentazione alcalinizzante” è entrato nel linguaggio comune del benessere. Tuttavia, per comprenderne il valore reale è necessario distinguere tra mito e fisiologia: il nostro organismo possiede sistemi estremamente sofisticati per mantenere il pH ematico entro limiti strettissimi, ma l’alimentazione può comunque influenzare l’equilibrio acido-base a livello metabolico e tissutale.

Il pH del sangue: un equilibrio non negoziabile

Il pH del sangue umano è mantenuto tra 7,35 e 7,45 grazie a sistemi tampone, respirazione e funzione renale. Anche piccole variazioni al di fuori di questo range possono compromettere funzioni vitali. Questo significa che nessun alimento può “alcalinizzare il sangue” in senso diretto.

Ciò che l’alimentazione può influenzare è invece:

  • il carico acido metabolico

  • la composizione minerale dell’organismo

  • l’equilibrio acido-base dei tessuti

  • l’escrezione renale di acidi

In questo contesto si inserisce il concetto scientifico di PRAL (Potential Renal Acid Load), ovvero il carico acido potenziale che un alimento impone ai reni.

Carico acido metabolico: perché conta

Gli alimenti ricchi di proteine animali e fosfati (carni rosse, formaggi stagionati, alimenti ultra-processati) generano un carico acido più elevato. Al contrario, frutta e verdura apportano:

  • potassio

  • magnesio

  • bicarbonati precursori

  • composti organici alcalinizzanti

Questi elementi contribuiscono a ridurre il carico acido renale, favorendo un ambiente metabolico più equilibrato.

Effetti documentati di un carico acido elevato

Diversi studi associano un elevato carico acido a:

  • riduzione della densità minerale ossea

  • aumento dell’escrezione di calcio urinario

  • affaticamento muscolare

  • alterazioni del metabolismo energetico

Non si tratta di acidosi clinica, ma di una condizione subclinica che nel lungo periodo può influire sul benessere generale.

Clorofilla e alcalinizzazione metabolica

L’erba di grano è naturalmente ricca di clorofilla, una molecola con struttura simile all’emoglobina, contenente magnesio al centro del suo anello porfirinico. Questo elemento svolge un ruolo chiave nei processi tampone dell’organismo.

Meccanismi di supporto alcalinizzante

La clorofilla e i fitocomposti dell’erba di grano possono contribuire a:

  • sostenere l’equilibrio minerale intracellulare

  • favorire la neutralizzazione dei radicali liberi

  • supportare i processi detossificanti epatici

  • migliorare l’efficienza metabolica cellulare

Non si tratta di “alzare il pH del sangue”, ma di ridurre i fattori che aumentano il carico acido sistemico.

Lio Verde e l’approccio funzionale all’equilibrio acido-base

Un alimento funzionale come l’erba di grano Lio Verde si inserisce in questo quadro come supporto nutrizionale grazie a:

  • elevato contenuto di minerali alcalinizzanti

  • presenza di enzimi attivi

  • ricchezza di antiossidanti naturali

  • fitonutrienti biodisponibili

L’obiettivo non è modificare artificialmente il pH corporeo, ma favorire le condizioni fisiologiche che permettono all’organismo di mantenere la propria omeostasi.

Alcalinizzazione non significa restrizione

Un approccio scientificamente corretto all’equilibrio acido-base non implica eliminazioni drastiche, ma un bilanciamento:

✔ più vegetali freschi
✔ più alimenti ricchi di potassio e magnesio
✔ meno ultra-processati
✔ attenzione al carico acido complessivo

In questo contesto, l’integrazione con erba di grano può rappresentare una strategia nutrizionale mirata.